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Lago di Bled

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Lago di Bled visto dal Castello

 

Credo che il Lago di Bled sia uno dei luoghi più romantici al mondo. Ma non è “solo” questo; e vi spiegherò perché.

Approfittando di qualche giorno di vacanza settembrina ci siamo finalmente decisi a visitare questo luogo che dista da noi poco più di due ore. Ne sento parlare da tantissimi anni: i miei genitori ci andarono per il loro viaggio di nozze!!

Ed è stata una meravigliosa scoperta. Non solo per il lago in sè ma anche e soprattutto per i dintorni che offrono delle meraviglie uniche!

Mentre organizzavo questa breve gitarella, mi resi conto che le cose da vedere erano davvero tante. È così anziché le due notti originariamente previste, decidemmo di prenotarne quattro. La scelta cade sulla Penzion Prebenik : mai scelta fu più azzeccata! Non lontanissima dal centro ma al di fuori della confusione, in un parco che pare un piccolo paradiso – la trovate anche su booking -. La consiglio vivamente!

Preso possesso della nostra bella camera con balcone partiamo alla scoperta della cittadina di Bled e del suo lago omonimo.

Per prima cosa decidiamo di salire al Castello che domina lo specchio d’acqua in tutta la sua bellezza.

Volendo alla sommità della Rocca ci si arriva anche in auto. Ma io vi consiglio la passeggiata che parte dal lago e attraverso  una lunga scalinata vi porta direttamente all’entrata del Castello. Un po’ faticoso ma ne vale davvero pena perché potrete godere di scorci stupendi.

Noi siamo arrivati all’ora del tramonto e il clima era davvero suggestivo. Si possono visitare le antiche cantine di epoca medievale – come tutto il castello -, la “galleria” delle erbe, un museo che racconta la storia del castello e degli abitanti di questa parte di Slovenia. Una menzione a parte merita, secondo me, la piccola cappella con dei bellissimi affreschi

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Passiamo sotto le antiche mura ed usciamo dal castello. Nella discesa verso la cittadina ci fermiamo presso la Chiesa di San Martino che riusciamo a visitare all’interno.

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Antiche mura del Castello
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Chiesa di San Martino

La giornata si conclude con una visita al ristorante dell’Hotel Sava – che si trova di fronte all’Hotel Park – per assaggiare la mitica Kremna (o krempita): una torta che qui fu creata nel 1953. Dire che è sublime è un eufemismo: va assolutamente provata, fa parte dell’esperienza di un viaggio a Bled.

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Il giorno dopo saliamo sulla pletna, la tipica imbarcazione a remi che viene usata solo qui – 14 euro a persona, le potete trovare davanti all’Hotel Sava -.

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Pletna la tipica imbarcazione del Lago

La meta è l’isoletta che si trova proprio in mezzo al lago e che “ospita” la chiesa di S.Maria Assunta: 99 gradini ci conducono alla chiesa e ad uno spiazzo da cui si gode una vista magnifica.

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La gita su questa romantica imbarcazione continua attraverso il lago e ci fa fare piacevoli e graditi incontri

La nostra seconda giornata ancora non è finita.

Onde evitare la ressa, decidiamo di visitare la Gola di Vintgar nel tardo pomeriggio.

Ma prima di parlare di questo luogo incantato, vorrei dare delle notizie di tipo pratico. Potrete noleggiare le bici al costo di 15 euro al giorno o di 6 euro per due ore; oppure se preferite c’è la possibilità di noleggiare la canoa o la barca a remi. Potrete semplicemente rilassarvi sui prati prospicienti il lago o fare un tuffo nelle sue acque pulitissime e color smeraldo.

 

 

 

CASTELLO DI DUINO – TRA LEGGENDA E POESIA

 

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“Narra la leggenda che in un tempo assai remoto nella rocca di Duino abitava un cavaliere malvagio che disprezzava la sua sposa gentile e virtuosa.

Questa lo amava a tal punto da perdonargli tutte le offese e sperava di poter intenerire il suo cuore con parole amorevoli. L’uomo, invece, infastidito dall’atteggiamento della moglie, aveva escogitato un piano per ucciderla. Una sera l’attirò su una roccia stretta sotto le muraglie del castello per spingerla in mare. Esterrefatta la castellana volse lo sguardo al cielo, domandandogli aiuto. Un grido appena soffocato le uscì dalla bocca e rimase interrotto: nel suo grande dolore era rimasta pietrificata.

Da quel giorno verso l’ora degli spiriti la Dama Bianca si stacca dalla roccia e comincia a peregrinare. Per tre volte appare e per altrettante scompare nelle cupe sale del castello. Passa attraverso le porte chiuse, vaga di sala in sala finché non ritrova la culla in cui un tempo dormiva suo figlio.

Lì la Dama Bianca rimane in un silenzio profondo fino all’alba, quando, abbandonata quella culla, ritorna alla sua roccia, dove il dolore la trasforma nuovamente in pietra.

Altri, invece, raccontano di un candelabro romano che si trova in una sala del castello e che ogni notte arde ed attraversa i saloni, mentre le porte si aprono da sole.

È la Dama Bianca che lo regge quando, invisibile, vaga disperata per il castello.”

(fonte: http://www.camelot-irc.org)

 

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Rocca della Dama Bianca

Siamo a Duino, piccolo Comune (Duino-Aurisina) a pochi passi da Trieste, sulla strada costiera che già di per sé vale una visita.

In realtà la “Rocca della dama bianca” altro non è che quel che resta del vecchio Castello sorto nel XI secolo e distrutto  nel 1478 in seguito ad un attacco dei turchi.

Successivamente fu costruito nei primi anni del 1400  dai Walseeun un secondo Castello  che è attuale dimora dei Principi della Torre e Tasso.

La visita ci porta attraverso stanze, terrazze a picco sul mare da cui si gode di una vista sul Golfo di Trieste stupefacente, saloni in cui si respira aria di mistero, di storia e di cultura. Eh già: perché questa fu dimora temporanea per molti artisti tra cui Johann Strauss, Franz Liszt, Mark Twain, Gabriele D’Annunzio. Su tutti spicca la figura di Rainer Maria Rilke, che qui compose le sue famose “Elegie”.

Devo dire che mi sento un po’ in soggezione: sapere che gli stessi luoghi che sto visitando sono stati frequentati da tali personaggi mi rende quasi timorosa.

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Partciolare all’interno del Castello

Senza parlare del fatto che la presenza della Dama Bianca è palpabile..o almeno lo è per me! Sarà suggestione o pazzia incombente, ma girovagando per queste stanze ho come l’impressione di essere osservata.

Usciti dal Castello scendiamo verso il Parco e ci perdiamo nei suoi viali romantici, circondati da distese di fiori di ogni genere e da roseti, da statue e reperti archeologici; il tutto nella magnifica cornice del blu infinito del mare. Resto incantata e sognante: immagino come doveva essere la vita qui tra feste, balli, intrighi e innamoramenti.

Il ritorno alla realtà è immediato quando scendiamo al Bunker. Costruito nel 1943 dalla Marina tedesca a difesa della base di Sistiana contro un eventuale sbarco alleato.

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E’ una struttura scavata nella roccia profonda quasi 20 metri. Oggi nella “sala centrale” trovano posto cimeli dell’epoca: uniformi, elmetti, armi della Seconda Guerra Mondiale e della successiva occupazione anglo-americana che ne fece un deposito di carburante!

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Ed una vecchia bicicletta, chissà come mai abbandonata qui

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Il contrasto tra il Parco e questo luogo mi fa mancare il respiro: sento il bisogno di uscire e riprendere contatto con la luce!

Niente di meglio che fare una passeggiata attraverso il Sentiero Rilke che collega Duino a Sistiana. Il Sentiero prende il nome da uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo, che come già detto soggiornò a lungo al Castello ospite dei Principi Torre e Tasso e che qui amava passeggiare. Come dargli torto!?

Lungo il percorso di quasi 2 km., che costeggia la Riserva Naturale Regionale delle Falesie di Duino  e si affaccia sul Golfo di Trieste, camminiamo protetti da una staccionata di legno e ci perdiamo nei profumi della macchia mediterranea, ci meravigliamo alla vista delle falesie e al panorama che si apre sotto e intorno a noi:

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Durante il percorso ci fermiamo ad ammirare tutto questo dai vari “belvedere” che sono all’uopo stati costruiti o adattati. Osserviamo anche le numerose postazioni belliche risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

La passeggiata è davvero piacevole e poco impegnativa dal punto di vista fisico. Siamo fortunati e la giornata è resa limpida da un leggero vento di bora che ci permette di volgere lo sguardo fino alla Laguna di Grado e alla costa istriana.

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(mappa tratta da http://www.sentieridautore.it)

Sta per fare buio e a malincuore rientriamo verso il parcheggio e ci dirigiamo lungo la strada costiera fino ad arrivare al Castello di Miramare.. Ma questa…è un’altra storia:

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E lo spettacolo di questo tramonto:

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è sicuramente un regalo della Dama Bianca.

…]

Gli amanti potrebbero, se sapessero come, nell’aria della notte

dire meraviglie. Perché sembra che tutto

faccia segreto di noi. Guarda, gli alberi sono; le case,

che noi abitiamo, rimangono. Solo noi tutto

trapassiamo, come l’aria che muta.

E tutto cospira a tacere di noi, un po’ come si tace

un’onta, forse, un po’ come si tace una speranza ineffabile.

[…]

Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi

 

INFORMAZIONI

Castello di Duino – Via Castello di Duino, 32 – Duino Aurisina (Trieste)

Tel. 040 208120 – Fax 040 208022

E-mail: per informazioni sulle visite: visite@castellodiduino.it

per altre informazioni: info@castellodiduino.it

Sito Web: www.castellodiduino.it

Il Castello di Duino è raggiungibile in auto (autostrada Venezia-Trieste, uscita Duino, proseguire per 400 mt.)

In treno: Stazione Trieste – bus 51 – 20 minuti

In aereo: Aeroporto di Trieste – tempo di percorrenza 30 minuti; Aeroporto di Venezia – tempo di percorrenza 1 ora e mezza

 

LIBRI

“Elegie Duinesi” di Rainer Maria Rilke (ed. Universale Economica Feltrinelli)

“Morte di un’ape regina” di Francesca Raffaella Guerra (ed. Ubi Minor)

Questo libro fa parte della collana “Friuli, terra di misteri” in cui l’autrice fa conoscere luoghi poco noti ma  meravigliosi di questa terra. Si tratta di libri gialli che si leggono d’un fiato.

Questo in particolare è ambientato a Duino; il Castello e la leggenda della Dama Bianca sono parte integrante del racconto. Narra le vicende di un gruppo di adolescenti la cui bravata sfocerà in tragedia.