Dublino

Oggi dobbiamo assolutamente essere a Kilmore Quay prima delle 10,00 perchè quella è l'ora in cui partono le barche per le Saltee islands. Ma la giornata è incerta, così fra tanti ma e molti se, al porto ci arriviamo decisamente in ritardo ma con il sole che spunta a tratti. Kilmore Quay è un grazioso piccolo villaggio, con cottage dal tetto in paglia e reti di pescatori un po' ovunque.

Al porto ovviamente non c'è nessuno, siamo arrivati tardi…però c'è un bel cartello con gli orari delle uscite per le Saltee.

Scopriamo così che anche se abbiamo perso la prima, abbiamo la possibilità di prendere la barca che parte alle 12,00 e ci mettiamo ad aspettare, prima o poi qualcuno arriverà! Intanto facciamo un giro per il villaggio a scattare qualche foto

Kilmore Quay - tettiKilmore Quay - porteKilmore Quay - finestre

Dopo circa mezz’ora, finalmente arriva un signore: no, oggi niente barche per Saltee, c’è mare non si esce….ma, scusi, c’è il sole….è lo stesso, fuori c’è vento e il mare e mosso. E così con la codina fra le “ruote” la nostra Gajendra se ne va da Kilmore Quay.

Cosa facciamo? Un’occhiata veloce alla guida e decidiamo di andare a vedere il faro di Hook Head. Arriviamo al faro giusto per il pranzo, intanto la pioggia è tornata e ci rifugiamo all’ interno per un paio di seafood chowder, mmmh….che buone! Quando usciamo la situazione è peggiorata, le nuvole sono basse e non si vede nemmeno il mare, decidiamo di tornare al b&b , avremo un oretta di strada da fare, meglio proprio rientrare. Questa è una di quelle giornate dove la doccia calda è un balsamo. Usciamo a piedi  e ci facciamo una bella camminata sulla Cork road, cercando un ristorante. Lo troviamo dopo 3 km dove la Cork road diventa Manor street, si chiama The Manor bar and grill, è un locale davvero sciccoso, anche se chi lo ha arredato non aveva le idee ben chiare su li abbinamenti…..ci accoglie la proprietaria (forse è lei l’arredatrice) in abbigliamento pioniere vecchio west, non ha esattamente l’aspetto raffinato che ci si aspetta dal posto me è molto gentile. La cena deliziosa è presentata davvero bene, alla fine il rapporto qualità/prezzo secondo noi è ottimo.

2 agosto – Dublino

 

 

Wax museum 

Il resto del racconto e altre tappe dell'Irlanda corredante di molte fotografie li trovate sul sito www.beatravelplanner.net

10 regole per organizzare un viaggio in autonomia

Questa è una sorta di vademecum, un elenco delle principali cosa da fare per organizzare un viaggio fai da te,  se non siete esperti e volete provare ad "arrangiarvi" questi 10 punti racchiudono l'essenza per strutturare un viaggio indipendente, vedremo di sviluppare ognuna delle voci in seguito.

 

1)      Scelta della destinazione (non ridete, non è scontato che sappiate dove volete andare)

2)      Quantificare un budget di spesa (quanto possiamo e/o vogliamo spendere)

3)      Ricerca, scelta e prenotazione del mezzo per arrivare a destinazione

4)      Ricerca di informazioni (tramite forum, siti inerenti, guide di viaggi etc…) sulla destinazione scelta

5)      Scelta delle cose da vedere e da fare in base alle proprie esigenze

6)      Impostazione itinerario (di massima o definivo)

7)      Ricerca e prenotazione di eventuali mezzi di trasporto in loco

8)      Ricerca alloggi ed eventuale prenotazione

9)      Pagamenti (acconti e/o saldi) di tutto ciò che abbiamo prenotato

10)  Acquisto di assicurazioni viaggio (annullamento e/o infortuni)

 

Non deve avvenire tutto necessariamente in questo ordine, ma ho notato che in linea di massima più o meno la sequenza è questa.

Se avete già qualche idea e volete cominciare, buon lavoro. Se invece proprio non ne ci riuscite io sono qui per aiutarvi 🙂

UN’ALTALENA NEL VUOTO

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Chi mi conosce lo sa: adoro le altalene!!! Reminiscenze da bambina probabilmente o forse la bimba che è in me ogni tanto fa “cucù”…!? Appena ne vedo una non riesco a resistere e devo salire e “fare un giro”! Però..però… su questa altalena credo che avrei dei problemi a salirci..e voi?

Sto parlando dell’Altalena di Banos in Ecuador, che si trova presso la Casa del Arbol, una piccola casa realizzata su un albero, al cui interno si trova una stazione di monitoraggio sismico. Fin qui nulla di strano; la cosa spettacolare (e adrenalinica) è che è posizionata….sull’orlo di un burrone! E all’albero è attaccata un’altalena che permette di volare, letteralmente, nel vuoto, senza protezioni!

Se volete approfondire:

http://www.huffingtonpost.it/2013/11/13/altalena-alla-fine-del-mondo-in-ecuador_n_4269531.html

E buon dondolio……….

 

CASTELLO DI DUINO – TRA LEGGENDA E POESIA

 

duino vista.jpg

“Narra la leggenda che in un tempo assai remoto nella rocca di Duino abitava un cavaliere malvagio che disprezzava la sua sposa gentile e virtuosa.

Questa lo amava a tal punto da perdonargli tutte le offese e sperava di poter intenerire il suo cuore con parole amorevoli. L’uomo, invece, infastidito dall’atteggiamento della moglie, aveva escogitato un piano per ucciderla. Una sera l’attirò su una roccia stretta sotto le muraglie del castello per spingerla in mare. Esterrefatta la castellana volse lo sguardo al cielo, domandandogli aiuto. Un grido appena soffocato le uscì dalla bocca e rimase interrotto: nel suo grande dolore era rimasta pietrificata.

Da quel giorno verso l’ora degli spiriti la Dama Bianca si stacca dalla roccia e comincia a peregrinare. Per tre volte appare e per altrettante scompare nelle cupe sale del castello. Passa attraverso le porte chiuse, vaga di sala in sala finché non ritrova la culla in cui un tempo dormiva suo figlio.

Lì la Dama Bianca rimane in un silenzio profondo fino all’alba, quando, abbandonata quella culla, ritorna alla sua roccia, dove il dolore la trasforma nuovamente in pietra.

Altri, invece, raccontano di un candelabro romano che si trova in una sala del castello e che ogni notte arde ed attraversa i saloni, mentre le porte si aprono da sole.

È la Dama Bianca che lo regge quando, invisibile, vaga disperata per il castello.”

(fonte: http://www.camelot-irc.org)

 

rocca
Rocca della Dama Bianca

Siamo a Duino, piccolo Comune (Duino-Aurisina) a pochi passi da Trieste, sulla strada costiera che già di per sé vale una visita.

In realtà la “Rocca della dama bianca” altro non è che quel che resta del vecchio Castello sorto nel XI secolo e distrutto  nel 1478 in seguito ad un attacco dei turchi.

Successivamente fu costruito nei primi anni del 1400  dai Walseeun un secondo Castello  che è attuale dimora dei Principi della Torre e Tasso.

La visita ci porta attraverso stanze, terrazze a picco sul mare da cui si gode di una vista sul Golfo di Trieste stupefacente, saloni in cui si respira aria di mistero, di storia e di cultura. Eh già: perché questa fu dimora temporanea per molti artisti tra cui Johann Strauss, Franz Liszt, Mark Twain, Gabriele D’Annunzio. Su tutti spicca la figura di Rainer Maria Rilke, che qui compose le sue famose “Elegie”.

Devo dire che mi sento un po’ in soggezione: sapere che gli stessi luoghi che sto visitando sono stati frequentati da tali personaggi mi rende quasi timorosa.

particolare
Partciolare all’interno del Castello

Senza parlare del fatto che la presenza della Dama Bianca è palpabile..o almeno lo è per me! Sarà suggestione o pazzia incombente, ma girovagando per queste stanze ho come l’impressione di essere osservata.

Usciti dal Castello scendiamo verso il Parco e ci perdiamo nei suoi viali romantici, circondati da distese di fiori di ogni genere e da roseti, da statue e reperti archeologici; il tutto nella magnifica cornice del blu infinito del mare. Resto incantata e sognante: immagino come doveva essere la vita qui tra feste, balli, intrighi e innamoramenti.

Il ritorno alla realtà è immediato quando scendiamo al Bunker. Costruito nel 1943 dalla Marina tedesca a difesa della base di Sistiana contro un eventuale sbarco alleato.

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E’ una struttura scavata nella roccia profonda quasi 20 metri. Oggi nella “sala centrale” trovano posto cimeli dell’epoca: uniformi, elmetti, armi della Seconda Guerra Mondiale e della successiva occupazione anglo-americana che ne fece un deposito di carburante!

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Ed una vecchia bicicletta, chissà come mai abbandonata qui

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Il contrasto tra il Parco e questo luogo mi fa mancare il respiro: sento il bisogno di uscire e riprendere contatto con la luce!

Niente di meglio che fare una passeggiata attraverso il Sentiero Rilke che collega Duino a Sistiana. Il Sentiero prende il nome da uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo, che come già detto soggiornò a lungo al Castello ospite dei Principi Torre e Tasso e che qui amava passeggiare. Come dargli torto!?

Lungo il percorso di quasi 2 km., che costeggia la Riserva Naturale Regionale delle Falesie di Duino  e si affaccia sul Golfo di Trieste, camminiamo protetti da una staccionata di legno e ci perdiamo nei profumi della macchia mediterranea, ci meravigliamo alla vista delle falesie e al panorama che si apre sotto e intorno a noi:

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Durante il percorso ci fermiamo ad ammirare tutto questo dai vari “belvedere” che sono all’uopo stati costruiti o adattati. Osserviamo anche le numerose postazioni belliche risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

La passeggiata è davvero piacevole e poco impegnativa dal punto di vista fisico. Siamo fortunati e la giornata è resa limpida da un leggero vento di bora che ci permette di volgere lo sguardo fino alla Laguna di Grado e alla costa istriana.

mappa.png

(mappa tratta da http://www.sentieridautore.it)

Sta per fare buio e a malincuore rientriamo verso il parcheggio e ci dirigiamo lungo la strada costiera fino ad arrivare al Castello di Miramare.. Ma questa…è un’altra storia:

tramonto.jpg

E lo spettacolo di questo tramonto:

tramonto 2.jpg

è sicuramente un regalo della Dama Bianca.

…]

Gli amanti potrebbero, se sapessero come, nell’aria della notte

dire meraviglie. Perché sembra che tutto

faccia segreto di noi. Guarda, gli alberi sono; le case,

che noi abitiamo, rimangono. Solo noi tutto

trapassiamo, come l’aria che muta.

E tutto cospira a tacere di noi, un po’ come si tace

un’onta, forse, un po’ come si tace una speranza ineffabile.

[…]

Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi

 

INFORMAZIONI

Castello di Duino – Via Castello di Duino, 32 – Duino Aurisina (Trieste)

Tel. 040 208120 – Fax 040 208022

E-mail: per informazioni sulle visite: visite@castellodiduino.it

per altre informazioni: info@castellodiduino.it

Sito Web: www.castellodiduino.it

Il Castello di Duino è raggiungibile in auto (autostrada Venezia-Trieste, uscita Duino, proseguire per 400 mt.)

In treno: Stazione Trieste – bus 51 – 20 minuti

In aereo: Aeroporto di Trieste – tempo di percorrenza 30 minuti; Aeroporto di Venezia – tempo di percorrenza 1 ora e mezza

 

LIBRI

“Elegie Duinesi” di Rainer Maria Rilke (ed. Universale Economica Feltrinelli)

“Morte di un’ape regina” di Francesca Raffaella Guerra (ed. Ubi Minor)

Questo libro fa parte della collana “Friuli, terra di misteri” in cui l’autrice fa conoscere luoghi poco noti ma  meravigliosi di questa terra. Si tratta di libri gialli che si leggono d’un fiato.

Questo in particolare è ambientato a Duino; il Castello e la leggenda della Dama Bianca sono parte integrante del racconto. Narra le vicende di un gruppo di adolescenti la cui bravata sfocerà in tragedia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita. (Alphonse de Lamartine)

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