Tutti gli articoli di Tamtam

MEZZANOTTE E CINQUE A BHOPAL

bhopal

MEZZANOTTE E CINQUE A BHOPAL di Dominique Lapierre e Javier Moro Ed. Mondadori 2003

E’ la mezzanotte del 2 didembre 1984 quando una nube tossica formatasi dalla fuoriuscita di isocianato di metile dalla fabbrica della Union Carbide India Limited provoca la morte di quasi 4.000 persone (dati ufficiali; ma stime di agenzie governative parlano di 15.000 morti). Una catastrofe rimasta impunita.

Un libro che fa riflettere, che fa arrabbiare, che commuove.

Alla fine degli anni ’50, mentre migliaia di contadini indiani vengono cacciati dalle loro terre da nugoli di insetti assassini, tre entomologi newyorkesi inventano un insetticida miracoloso. La Union Carbide, la multinazionale che lo produce, decide di impiantare una grande fabbrica nel cuore dell’India, nella splendida Bhopal. I lavori hanno inizio negli anni ’60 e terminano nel 1980, quando la fabbrica gioiello viene finalmente inaugurata. Ma il sogno ha vita breve: il 2 dicembre 1984 la fabbrica esplode causando la morte di migliaia di persone e compromettendo gravemente la salute di molte altre, a causa delle emissioni di gas nocivi.

CUCCETTE PER SIGNORA

cuccette

CUCCETTE PER SIGNORA di Anita Nair Ed. Neri Pozza 2009

Un “classico” per chi in India c’è stato o per chi voglia avvicinarsi a questo immenso Paese. Una storia di donne provenienti dalle più svariate classi sociali che si raccontano e ci raccontano l’India attraverso i loro occhi e i loro cuori.

Stazione ferroviaria di Bangalore, India. Akhila, single quarantacinquenne da sempre confinata nel ruolo di figlia, sorella, zia, è a un passo da realizzare il suo grande sogno: salire su un treno gloriosamente da sola, sistemarsi in una delle cuccette riservate alle signore e partire alla volta di una meta lontana, il paesino in riva al mare di Kanyakumari. Con le cinque donne del suo scompartimento – Janaki, moglie viziata e madre confusa; Margaret Shanti, insegnante di chimica sposata con un insensibile tiranno; Prabha Devi, la perfetta donna di casa; Sheela, quattordici anni e la capacità di capire ciò che le altre non possono; Marikolanthu, la cui innocenza è stata distrutta da una notte di lussuria – si crea subito una profonda intimità. Nelle confidenze sussurrate durante la lunga notte Akhila cerca una risposta alle domande che la turbano da quando era bambina, gli stessi dilemmi che caratterizzano il viaggio intrapreso da ogni donna nella vita.

 

SHANTARAM

shantaram

SHANTARAM di Gregory David Roberts Ed. Neri Pozza 2009

Uno di quei libri che possono cambiarti la vita…Uno di quei libri imperdibili se si vuole – cercare di – capire l’India.

Nel 1978, il giovane studente di filosofia e attivista politico Greg Roberts viene condannato a 19 anni di prigione per una serie di rapine a mano armata. È diventato eroinomane dopo la separazione dalla moglie e la morte della loro bambina. Ma gli anni che seguono vedranno Greg scappare da una prigione di massima sicurezza, vagare per anni per l’Australia come ricercato, vivere in nove paesi differenti, attraversarne quaranta, fare rapine, allestire a Bombay un ospedale per indigenti, recitare nei film di Bollywood, stringere relazioni con la mafia indiana, partire per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici, tornare in Australia a scontare la sua pena. E raccontare la sua vita in un romanzo epico di più di mille pagine.

Ci ha fatto penare per 12 anni ma pare che il seguito di Shantaram stia per arrivare anche in Italia  –  l’edizione inglese è già in distribuzione con il titolo “The Mountain Shadow”. Per chi come me ha amato questo libro alla follia è arrivato finalmente il tempo di continuare a sognare e soffrire con Lin, Karla, Abdullah e tutti i personaggi che mi hanno tenuto compagnia, fatto piangere e fremere! E se ancora non avete letto “Shantaram”..beh è arrivato il momento di farsi coraggio e prendere in mano questo tomo magnifico. Buona lettura!

SI RI-PARTE

 volo.jpg

Finalmente dopo anni di inattività si riprende a viaggiare!

E’ pur vero che in questo periodo siamo riusciti a girare in lungo e in largo una delle più belle, a mio modesto avviso, regioni d’Italia  – di cui ho scritto qualcosa qui: ma l’organizzazione del viaggio soprattutto all’estero, beh…è tutt’altra cosa – diciamolo!

E diciamo anche che organizzare un viaggio oggi rispetto a 20 anni fa lo possiamo definire un gioco da  ragazzi 😉 . Ne parlavamo con Beatrice proprio alcuni giorni fa. Come saprete io e lei ci siamo conosciute proprio in occasione dell’organizzazione di alcuni viaggi in India circa una decina di anni fa: all’epoca anche solo trovare informazioni base su quel Paese era una vera impresa titanica. Ora grazie ad internet si possono prenotare non solo i voli restando comodamente seduti sul divano, ma treni, alberghi, appartamenti, pass e card, per non parlare dei vari blog che sono sempre fonte inesauribile di confronto e scambio di informazioni! Capisco che per i più giovani questa possa sembrare preistoria o peggio un racconto non veritiero! Ma vi assicuro, cari i miei giovinelli, che solo 10 anni fa la situazione per chi voleva viaggiare in modo indipendente era proprio questa. E quindi posso dire senza timore di essere smentita..che mi sento una gran figa ad aver viaggiato “fai da me” nei primi 30 anni di vita 😀

Quindi, dicevo, marzo mese del risveglio per antonomasia è anche il mese del mio compleanno: un compleanno “tondo” e chechesenedica per una donna è sempre tappa fondamentale. Ho pensato: cosa mi piacerebbe fare per festeggiare al meglio questa ricorrenza (!!)? Non ho dovuto pensarci molto a dire il vero, la risposta è ovvia: un bel viaggino, viaggetto, viaggio!

La scelta è caduta su Parigi!

Ebbene sì, pur avendo girato in tre continenti, e a parte qualche sporadica toccata e fuga, l’Europa manca un po’ all’appello – e me ne vergogno..lo ammetto..mea culpa.

Mi metto quindi alla ricerca: trovo un volo low cost con Easy jet (80 euro andata e ritorno) e a questo punto..mi blocco. E penso: sarebbe bello se anche Beatrice e Andrea venissero con noi! Le scrivo, le chiedo se vogliano partecipare a questi “festeggiamenti”, ma la “pelandrona” in quel periodo è a zonzo! Attendo risposta, che – ovviamente – non tarda ad arrivare! Ed è – altrettanto ovviamente – un sì!!!

A questo punto la ricerca continua….

Dormire, dove andremo a dormire? Parigi si sa non è tra le città più economiche ma grazie ad airbnb troviamo un appartamento a Montmartre – che non so per quale motivo ma è proprio il quartiere in cui volevo stare – che farà al caso nostro: spazioso (ben due camere ed altrettanti bagni) a due passi dal Sacre Coeur, dal Moulin Rouge, dalla via dei pittori e – cosa non di poco conto – dalla metropolitana parigina. E già mi vedo trasformata in Amélie!

 vista paris                                                                                   (foto tratta dal web)

Bene, ora che abbiamo anche un tetto, posso iniziare a documentarmi, partendo dalle informazioni pratiche: come arrivare dall’aeroporto, quale metropolitana prendere (avete mai visto le linee della metro parigina? Beh..io mi sono spaventata):

metro paris                                                                     (foto tratta da web)                     

Però anche in questo caso internet viene in soccorso: tutto, si trova davvero tutto, basta un click e sono diventata una (quasi) esperta dei mezzi di trasporto parigini.

Ho trovato molto utile la guida on lineça va sans dire – con la spiegazione dettagliata dei collegamenti, dei trasferimenti oltre che una guida digitale vera e propria. Nel  sito c’è anche la possibilità di acquistare direttamente i vari pass per musei nonché le card per la metropolitana o i transfer.

Ogni volta che preparo o sogno un viaggio, tappa fondamentale è la lettura. Ovviamente anche in questo caso comodamente seduta sul divano attraverso amazon,  ordino la guida

guida paris

e due libri che attirano la mia curiosità:

 

Lo ammetto: sono un po’ come una bambina nel Paese dei balocchi. Questa tecnologia che permette di essere connessi sempre ed ovunque, di poter decidere in assoluta liberta dove andare, trovare informazioni, scambiare opinioni, ricevere delle “dritte” e scoprire delle “chicche” attraverso il web mi entusiasma!

A questo punto non mi resta che preparare le valigie e…ri-partire!

TRA MARE E MINIERE

Questa volta voglio portarvi a fare un giro in Sardegna. Ma non la solita Sardegna di Porto Cervo o della Costa Smeralda.

Ogni volta che torniamo nella terra natia di mio marito cerchiamo qualche posticino caratteristico e magari un po’ isolato – anche in agosto – per scoprire un pezzettino di questa regione meravigliosa che mi ha rapito il cuore.

La Sardegna non è solo mare da sogno, ma soprattutto, terra misteriosa, leggendaria, un’isola che mantiene ancora molte tradizioni arcaiche, e per me che amo le “memorie”  dei luoghi  che visito, una vera scoperta.

4 mori.jpg

Così in questa ricerca sono riuscita a far vedere anche a mio marito un pezzo della sua terra sconosciuta anche a lui.

Partiamo alla volta di Stintino nella costa nord-occidentale dell’Isola; faremo “base” presso il B&B “Sul Porto” gestito dal bravissimo, entusiasta e simpaticissimo Giorgio (Giorgio Gavini / giogav@yahoo.it / + 39 392.3860048) che ci ha fatto sentire come a casa!

Il luogo che andremo a visitare si trova a circa 40 km da Stintino; percorriamo la strada statale n° 18 che fa da sfondo a boschetti di macchia mediterranea nel territorio della Nurra; il panorama è mozzafiato tra dune, calette paradisiache , rocce scolpite dal vento e dal tempo.

panorama.jpg

Parcheggiamo l’auto nella piazza del paesino accanto al “Bar del Minatore” e ci addentriamo lungo le vie.

L’Argentiera fa parte del Parco Geominerario della  Sardegna e in questo momento è in corso la ristrutturazione della vecchia “laveria di legno”, un insieme di edifici addossati l’uno all’altro il cui materiale costruttivo principale è il legno e che era collegata alle galleria da cui venivano trasportati i minerali:

miniera.jpg

La vecchia miniera, abbandonata definitivamente nel 1963, era stata realizzata nel 1840 ed era atta all’estrazione di argento, piombo e zinco, grazie alla quale il piccolo insediamento prosperò. Ma l’erosione delle rocce dovuta alla vicinanza al mare causò una serie di crolli devastanti in cui morirono moltissimi minatori, le cui anime  – si dice – si aggirino ancora nei vecchi ruderi.

Camminando in questo luogo magico e misterioso quello che più mi colpisce è il silenzio; solo il rumore del  vento di maestrale fa da colonna sonora alla nostra visita. L’atmosfera è unica e affascinate; non posso fare a meno di immaginare la vita frenetica e faticosa durante il periodo di massimo splendore della miniera. Le  abitazioni dei minatori sembrano parlare di momenti terribili e di momenti conviviali. Sembra che il tempo si sia fermato nel momento esatto in cui la miniera venne abbandonata e della presenza di uomini e donne che qui vissero resta solo la testimonianza di queste mura silenti ed una vecchia ancora abbandonata davanti alla porta della Chiesa intitolata a Santa Barbara, protettrice dei minatori:

ancora.jpg

Guardando il mare, così impetuoso e altero, sferzato dal maestrale, non posso fare a meno di pensare al libro di Salvatore Niffoi “Ritorno a Baraule”.

tempesta.jpg

Ha un che di maestoso, irraggiungibile, surreale, una forza straordinaria che bene si accosta al paesaggio circostante.

La caletta che raggiungiamo è di sabbia fine e scura con striature argentee; il mare è limpidissimo e cristallino che contrasta con gli scogli scuri, creando dei giochi  di luce che mi abbagliano.

Per oggi rinunciamo al bagno visto che il mare è davvero molto agitato, ma ci ripromettiamo di tornarci perché questo luogo ci ha affascinato e colpito come pochi, magari durante il Festival letterario “Sulla terra leggeri” che si svolge tra luglio ed agosto in questa cornice suggestiva.

onde.jpg

Certo, non è forse la Sardegna che ti aspetti, ma se siete alla ricerca di luoghi incontaminati, di emozioni, di luoghi che “parlino” questo è il posto che fa per voi. Ma affrettatevi: una volta che la ristrutturazione del borgo minerario sarà terminata sono certa che diventerà metà fissa per molti turisti!

 

INFORMAZIONI

L’Argentiera si trova nel comune di Sassari, è raggiungibile percorrendo la strada che da Porto Torres conduce fino a Palmadula; bisogna proseguire sulla SP 18 in direzione Argentiera.

LIBRI

“Passavamo sulla terra leggeri” di Sergio Atzeni (ed. Mondadori – anche ebook)

La storia romanzata dei S’ard, i “danzatori delle stelle”, gli antichi abitanti della Sardegna, tra battaglie, tradizioni , protagonisti realmente esisti e inventati.

 

“Ritorno a Baraule” di Salvatore Niffoi (ed. Adelphi)

Una Sardegna immaginaria, un viaggio all’interno delle tradizioni, tra cose dette e silenzi pesanti. Un giallo “esistenziale”

 

“Accabadora” di Michela Murgia (ed. Einaudi)

“Colei che finisce”: è questo il termine sardo che indicava una donna, che “accompagnava” alla morte persone anziane e malate. In questo libro ritroviamo una Sardegna arcaica, entriamo nelle tradizioni di una terra aspra che ancora oggi vivono. La Murgia in questo libro tocca temi delicati quali l’adizione e l’eutanasia con tatto e delicatezza.

 

“Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede” di Michela Murgia (ed. Super ET – anche ebook)

“Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose strusciano impudicamente il ventre nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C’è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto più parlato, le parole sono luoghi più dei luoghi stessi, e generano mondi. Un’isola delle storie che va visitata così: attraverso percorsi di parole che disegnino i profili dei luoghi, diano loro una forma al di là delle pietre lise, li rendano ricordo condiviso e infine aiutino a dimenticarli, perché non corrano il rischio di restare dentro e prenderne il posto. Questa storia è un viaggio in compagnia di dieci parole, dieci concetti alla ricerca di altrettanti luoghi, più uno. Undici mete, perché i numeri tondi si addicono solo alle cose che possono essere capite definitivamente. Non è così la Sardegna, dove ogni spazio apparentemente conquistato nasconde un oltre che non si fa mai cogliere immediatamente, conservando la misteriosa verginità delle cose solo sfiorate.”

(tratto dalla prefazione)

 

 

REDIPUGLIA – PRESENTE!

Vi voglio parlare di una località della mia regione il Friuli Venezia Giulia.

Una località che evoca echi lontani di guerra, in cui il silenzio assoluto ti avvolge, in cui puoi immaginare il tormento e il patimento degli uomini, in cui respiri la Storia.

Questa località si trova a pochi passi da Gorizia ed è il Sacrario Militare di Redipuglia, in Comune di Fogliano di Redipuglia.

iscrizione.jpg

E’ il più grande sacrario militare d’Italia realizzato sulle pendici del Monte Sei Busi e custodisce i resti di più di centomila soldati caduti nelle battaglie svoltesi nelle zone circostanti (siamo nella zona di confine tra Italia, Austria e Slovenia – ex Jugoslavia) durante la Prima Guerra Mondiale.

Abbiamo deciso di fare questa sorta di “pellegrinaggio” proprio in occasione del centenario dello scoppio della “Grande Guerra”.

Prima di salire al Sacrario vero e proprio composto da tre livelli e le cui tre croci sulla sua sommità  richiamano l’immagine del Monte Golgota e la crocifissione di Cristo,

vista

decidiamo di visitare, parcheggiata l’auto nell’ampio parcheggio, il Colle S. Elia (Parco delle Rimembranze)  che si trova proprio di fronte al Sacrario.

Lungo il viale che ci porterà ad ammirare una colonna romana proveniente dalla vicina Aquileia, a ricordo di tutti i caduti di tutte le guerre, si trovano cippi commemorativi in pietra carsica con riproduzioni di cimeli ed epigrafi

cimeli.jpg

cimeli 3
stufa da trincea
telefono
telefono da campo
epigrafe
epigrafe commemorativa

In questa passeggiata  il silenzio e il rispetto sono palpabili…un silenzio innaturale, si respira un’atmosfera particolare.

Lasciato il Colle S. Elia, attraversiamo la strada e ci troviamo di fronte l’imponenza del Sacrario che mette un po’ soggezione, non solo per la sua Storia ma soprattutto per quello che simboleggia.

Percorriamo la “Via Eroica” lastricata di targhe in bronzo indicanti i nomi delle varie località carsiche in cui sono state combattute le battaglie, arrivando alle Tombe dei Generali (qui è sepolto il Comandante della Terza Armata Emanuele Filiberto Duca d’Aosta, su sua espressa volontà).

Iniziamo la salita i cui gradoni custodiscono le spoglie di quasi 40.000 soldati identificati; è impressionante…credo che ognuno di noi riesca a trovare il proprio cognome, magari un trisnonno o un parente lontano, quasi una specie di albero genealogico. Sopra ogni gradone si legge la scritta “Presente”, ripetuta quasi all’infinito

presente

Arriviamo alla sommità della gradinata dove si trovano due grandi tombe comuni dei 60.000 soldati ignoti:

ignoto.jpg

Ci addentriamo alle spalle del Sacrario dove si trovano due sale Museali (chiuse! Sigh!) e l’Osservatorio con un plastico del territorio e delle battaglie

ulivi.jpg

Il Sacrario lo avevo visitato da piccola, probabilmente in gita con la scuola, ma tornarci da adulta e con mio marito mi ha dato delle emozioni forti, molti pensieri si accavallano e proprio mentre scendiamo la lunga scalinata i miei occhi incontrano questo:

chicchi

forse un omaggio di qualcuno che ci ha preceduto..o (come voglio pensare) un simbolo ed un segno di speranza in questo luogo che è si di morte ma soprattutto di ricordo e di monito.

“…Questa certezza che la sua vita dipendesse dalla mia volontà, mi rese esitante. Avevo di fronte un uomo”

(tratto da “Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu)

 

INFORMAZIONI

Redipuglia E’ raggiungibile in auto (autostrada Venezia-Trieste, uscita Redipuglia proseguendo per 2 km in direzione Fogliano Redipuglia), in treno (stazione ferroviaria di Redipuglia sulla linea Udine-Gorizia-Trieste), in aereo (aeroporto di Ronchi dei Legionari, 5 km).

Sempre aperto

Per la visita alle salette museali, Si consiglia di contattare la direzione per gli orari di apertura e chiusura

Segnalo anche il piccolo Museo a fianco del parcheggio in cui sono contenuti cimeli, uniformi e lettere dei soldati:

Via III Armata

34070 Fogliano Redipuglia (GO)

Tel. +39 0481 489024

Sentieri di Pace

Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica di Fogliano Redipuglia

Via III Armata, 54

I-34070 Fogliano Redipuglia (GO)

Tel. +39 0481 489139

plfogliano@tiscali.it

 

APPROFONDIMENTI

http://www.itinerarigrandeguerra.it/

Vorrei segnalare una bella iniziativa:

http://www.tapum.it/

“Il cammino della memoria”, quasi 2.000 km percorsi a piedi nei luoghi simbolo della Grande Guerra.

 

LIBRI

Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu (ed. Einaudi – anche ebook)

Ambientato sull’Altipiano di Asiago (non lontano da qui) è un libro memoria  che Lussu , ufficiale della Brigata Sassari, scrisse durante i suoi giorni sull’altopiano tra il giugno del 1916 e il luglio del 1917. E’ ritenuto (a ragione, secondo il mio modesto parere) una delle più grandi opere sulla Prima Guerra Mondiale.

“Catastrofe 1914 – L’Europa in guerra”  di Max Hastings (ed. Neri Pozza – anche ebook)

 

 

UN’ALTALENA NEL VUOTO

altalena.jpg

Chi mi conosce lo sa: adoro le altalene!!! Reminiscenze da bambina probabilmente o forse la bimba che è in me ogni tanto fa “cucù”…!? Appena ne vedo una non riesco a resistere e devo salire e “fare un giro”! Però..però… su questa altalena credo che avrei dei problemi a salirci..e voi?

Sto parlando dell’Altalena di Banos in Ecuador, che si trova presso la Casa del Arbol, una piccola casa realizzata su un albero, al cui interno si trova una stazione di monitoraggio sismico. Fin qui nulla di strano; la cosa spettacolare (e adrenalinica) è che è posizionata….sull’orlo di un burrone! E all’albero è attaccata un’altalena che permette di volare, letteralmente, nel vuoto, senza protezioni!

Se volete approfondire:

http://www.huffingtonpost.it/2013/11/13/altalena-alla-fine-del-mondo-in-ecuador_n_4269531.html

E buon dondolio……….

 

CASTELLO DI DUINO – TRA LEGGENDA E POESIA

 

duino vista.jpg

“Narra la leggenda che in un tempo assai remoto nella rocca di Duino abitava un cavaliere malvagio che disprezzava la sua sposa gentile e virtuosa.

Questa lo amava a tal punto da perdonargli tutte le offese e sperava di poter intenerire il suo cuore con parole amorevoli. L’uomo, invece, infastidito dall’atteggiamento della moglie, aveva escogitato un piano per ucciderla. Una sera l’attirò su una roccia stretta sotto le muraglie del castello per spingerla in mare. Esterrefatta la castellana volse lo sguardo al cielo, domandandogli aiuto. Un grido appena soffocato le uscì dalla bocca e rimase interrotto: nel suo grande dolore era rimasta pietrificata.

Da quel giorno verso l’ora degli spiriti la Dama Bianca si stacca dalla roccia e comincia a peregrinare. Per tre volte appare e per altrettante scompare nelle cupe sale del castello. Passa attraverso le porte chiuse, vaga di sala in sala finché non ritrova la culla in cui un tempo dormiva suo figlio.

Lì la Dama Bianca rimane in un silenzio profondo fino all’alba, quando, abbandonata quella culla, ritorna alla sua roccia, dove il dolore la trasforma nuovamente in pietra.

Altri, invece, raccontano di un candelabro romano che si trova in una sala del castello e che ogni notte arde ed attraversa i saloni, mentre le porte si aprono da sole.

È la Dama Bianca che lo regge quando, invisibile, vaga disperata per il castello.”

(fonte: http://www.camelot-irc.org)

 

rocca
Rocca della Dama Bianca

Siamo a Duino, piccolo Comune (Duino-Aurisina) a pochi passi da Trieste, sulla strada costiera che già di per sé vale una visita.

In realtà la “Rocca della dama bianca” altro non è che quel che resta del vecchio Castello sorto nel XI secolo e distrutto  nel 1478 in seguito ad un attacco dei turchi.

Successivamente fu costruito nei primi anni del 1400  dai Walseeun un secondo Castello  che è attuale dimora dei Principi della Torre e Tasso.

La visita ci porta attraverso stanze, terrazze a picco sul mare da cui si gode di una vista sul Golfo di Trieste stupefacente, saloni in cui si respira aria di mistero, di storia e di cultura. Eh già: perché questa fu dimora temporanea per molti artisti tra cui Johann Strauss, Franz Liszt, Mark Twain, Gabriele D’Annunzio. Su tutti spicca la figura di Rainer Maria Rilke, che qui compose le sue famose “Elegie”.

Devo dire che mi sento un po’ in soggezione: sapere che gli stessi luoghi che sto visitando sono stati frequentati da tali personaggi mi rende quasi timorosa.

particolare
Partciolare all’interno del Castello

Senza parlare del fatto che la presenza della Dama Bianca è palpabile..o almeno lo è per me! Sarà suggestione o pazzia incombente, ma girovagando per queste stanze ho come l’impressione di essere osservata.

Usciti dal Castello scendiamo verso il Parco e ci perdiamo nei suoi viali romantici, circondati da distese di fiori di ogni genere e da roseti, da statue e reperti archeologici; il tutto nella magnifica cornice del blu infinito del mare. Resto incantata e sognante: immagino come doveva essere la vita qui tra feste, balli, intrighi e innamoramenti.

Il ritorno alla realtà è immediato quando scendiamo al Bunker. Costruito nel 1943 dalla Marina tedesca a difesa della base di Sistiana contro un eventuale sbarco alleato.

scala.jpg

E’ una struttura scavata nella roccia profonda quasi 20 metri. Oggi nella “sala centrale” trovano posto cimeli dell’epoca: uniformi, elmetti, armi della Seconda Guerra Mondiale e della successiva occupazione anglo-americana che ne fece un deposito di carburante!

bunker.jpg

 

elmetto.jpg

Ed una vecchia bicicletta, chissà come mai abbandonata qui

bici.jpg

Il contrasto tra il Parco e questo luogo mi fa mancare il respiro: sento il bisogno di uscire e riprendere contatto con la luce!

Niente di meglio che fare una passeggiata attraverso il Sentiero Rilke che collega Duino a Sistiana. Il Sentiero prende il nome da uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo, che come già detto soggiornò a lungo al Castello ospite dei Principi Torre e Tasso e che qui amava passeggiare. Come dargli torto!?

Lungo il percorso di quasi 2 km., che costeggia la Riserva Naturale Regionale delle Falesie di Duino  e si affaccia sul Golfo di Trieste, camminiamo protetti da una staccionata di legno e ci perdiamo nei profumi della macchia mediterranea, ci meravigliamo alla vista delle falesie e al panorama che si apre sotto e intorno a noi:

Questo slideshow richiede JavaScript.

Durante il percorso ci fermiamo ad ammirare tutto questo dai vari “belvedere” che sono all’uopo stati costruiti o adattati. Osserviamo anche le numerose postazioni belliche risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

La passeggiata è davvero piacevole e poco impegnativa dal punto di vista fisico. Siamo fortunati e la giornata è resa limpida da un leggero vento di bora che ci permette di volgere lo sguardo fino alla Laguna di Grado e alla costa istriana.

mappa.png

(mappa tratta da http://www.sentieridautore.it)

Sta per fare buio e a malincuore rientriamo verso il parcheggio e ci dirigiamo lungo la strada costiera fino ad arrivare al Castello di Miramare.. Ma questa…è un’altra storia:

tramonto.jpg

E lo spettacolo di questo tramonto:

tramonto 2.jpg

è sicuramente un regalo della Dama Bianca.

…]

Gli amanti potrebbero, se sapessero come, nell’aria della notte

dire meraviglie. Perché sembra che tutto

faccia segreto di noi. Guarda, gli alberi sono; le case,

che noi abitiamo, rimangono. Solo noi tutto

trapassiamo, come l’aria che muta.

E tutto cospira a tacere di noi, un po’ come si tace

un’onta, forse, un po’ come si tace una speranza ineffabile.

[…]

Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi

 

INFORMAZIONI

Castello di Duino – Via Castello di Duino, 32 – Duino Aurisina (Trieste)

Tel. 040 208120 – Fax 040 208022

E-mail: per informazioni sulle visite: visite@castellodiduino.it

per altre informazioni: info@castellodiduino.it

Sito Web: www.castellodiduino.it

Il Castello di Duino è raggiungibile in auto (autostrada Venezia-Trieste, uscita Duino, proseguire per 400 mt.)

In treno: Stazione Trieste – bus 51 – 20 minuti

In aereo: Aeroporto di Trieste – tempo di percorrenza 30 minuti; Aeroporto di Venezia – tempo di percorrenza 1 ora e mezza

 

LIBRI

“Elegie Duinesi” di Rainer Maria Rilke (ed. Universale Economica Feltrinelli)

“Morte di un’ape regina” di Francesca Raffaella Guerra (ed. Ubi Minor)

Questo libro fa parte della collana “Friuli, terra di misteri” in cui l’autrice fa conoscere luoghi poco noti ma  meravigliosi di questa terra. Si tratta di libri gialli che si leggono d’un fiato.

Questo in particolare è ambientato a Duino; il Castello e la leggenda della Dama Bianca sono parte integrante del racconto. Narra le vicende di un gruppo di adolescenti la cui bravata sfocerà in tragedia.