Tutti gli articoli di casonilina

Capodanno a Ventotene di Marco Micale

Un viaggio di oltre 700 km fuggendo dalla tempesta di neve. Quattro giorni di imprevisti che mi porteranno a decidere se rinunciare alla vacanza oppure no.

SABATO 27 DICEMBRE 2014                                                            DAY 1

Sono partito alle 15.20 da Traversetolo cercando di evitare la neve. Arrivato a Bologna trovo piccoli tratti chiusi o si viaggia a passo d’uomo. Dopo pochi chilometri sono costretto ad uscire dall’autostrada per la troppa neve, così mi dirigo verso Rimini per procedere sull’Adriatica. Dopo 6 ore estenuanti di viaggio, decido di uscire dall’autostrada per passare la notte in albergo.

Sono a Teramo e cercando in rete ho trovato un posto carino ed economico a Villa Vomano, circa 13 minuti di macchina. L’Hotel si chiama San Lorenzo e l’accoglienza è stata divertente e bizzarra. Il titolare aveva un modo buffo di parlare, ma divertente. Chiedo se hanno una camera singola e in men che non si dica, il titolare mi porta al piano superiore per mostrarmi la camera.

Dopo essermi rinfrescato vado in sala da pranzo per cenare. Il menù prevedeva: spaghetti alla chitarra, carne alla griglia mista e verdure miste. Nell’insieme la cena è stata gradevole.

Domani mi aspetterà un viaggio di altre 3 ore perché devo raggiungere Formia entro il primo pomeriggio per riuscire a prendere il traghetto.

Il viaggio è diventato molto più lungo a causa della neve, ho cercato di evitare l’attraversata dell’appennino per la neve, ma prima o poi dovrò affrontarlo per non allontanarmi.

DOMENICA 28 DICEMBRE 2014                                                           DAY 2

La sveglia suona alle 8:00 sulle note di Follow the Sun. Fortunatamente sono riuscito a dormire bene, a parte la tanta sete dovuta dalla cena troppo salata.

Nel giro di un’ora preparo la valigia, faccio colazione e carico la macchina. Nell’uscire dalla camera mi schiaccio il dito. Un dolore atroce che ha rallentato la partenza di circa mezz’ora.

Durante il viaggio verso Formia, percorrendo la ROMA-L’AQUILA, intravedo il Gran Sasso ricoperto di neve, così decido di fermarmi per scattare qualche foto.

Per fortuna, nonostante la partenza ritardata, sono riuscito ad essere a Formia per le 12:30 e posso salpare per Ventotene.

Dopo pochi minuti, giugne la comunicazione della soppressione di tutti i viaggi per Ventotene a causa del maltempo.

Non ci voleva! Ora cosa faccio? Mi sono fatto oltre 700km e poi non so quando riprenderanno a traghettare. Controllo il sito della LazioMar e il semaforo (che indica le partenze per le isole) è verde, il che vuol dire che i traghetti dovrebbero partire.

Dopo aver girato un po’ per Formia, mi fermo nell’Hotel più vicino al porto e fortunatamente ne trovo uno economico a 5 minuti a piedi dal porto. L’Hotel si trova di fronte alla stazione ferroviaria di Formia e c’è un via vai di bus, auto e treni. Siccome la nottata in albergo non era prevista, decido di andare a mangiare in un MCDONALD in centro per risparmiare. Dopo pranzo, data la vicinanza, ne approfitto per tornare al porto e fare una passeggiata sul molo.

La sera sono andato a mangiare la pizza Napoletana nella pizzeria San Giovanni. Nonostante il locale sia un po’ piccolino, la pizza è molto buona e al prezzo giusto. Volendo la fanno anche da asporto. Se vi trovate in zona e volete mangiare una piazza, andate lì.

LUNEDÌ 29 DICEMBRE 2014                                                                 DAY 3

Oggi la sveglia ha suonato alle 6:30 perché entro le 7:30 devo essere pronto per andare al bar a fare colazione e prendere il traghetto. Salperemo alle 9 se il mare lo consente. La notte è passata in fretta. Dopo 3 ore che aspetto al porto, arriva la comunicazione che il traghetto che sarebbe dovuto partire 2 ore prima è stato soppresso nuovamente.

Al porto ho incontrato un ragazzo che suonava l’ukulele per intrattenere tutti coloro che aspettavano la partenza. Così mi siedo ad ascoltarlo e inizio a parlare con un signore diretto a Ventotene che mi consiglia di andare a visitare la città di Sperlonga e aspettare così un altro giorno.

Mi dirigo verso Nord-Ovest costeggiando il mare. Ad un certo punto la strada si interrompe, così per raggiungere Sperlonga sono costretto a tornare indietro e passare attravero le montagne in direzione Roma. Arrivato a Sperlonga mi metto alla ricerca di un posto dove pranzare e trovo un ristorante di nome “Ristorante Tirreno”. Non sto a spiegarvi cos’ho mangiato perché ho mangiato malissimo, se mai doveste trovarvi in zona, evitatelo perché sono soldi spesi per niente. Così non mi resta che fare una passeggiata per Sperlonga e gustarmi lo splendore di questa città in riva al mare.

Tornato a Formia mi sono diretto presso il “Fagiano Palace Hotel”. Un Hotel stupendo in riva al mare. Il prezzo non è dei più economici, ma se volete passare una notte romantica col partner ed essere svegliati con la prima luce dell’alba, fa al caso vostro e la camera matrimoniale è enorme.

MARTEDÌ 30 DICEMBRE 2014                                                            DAY 4

Anche stamattina la sveglia ha suonato alle 6:30 in modo da poter fare colazione ed essere alle 8:15 al porto.

Il traghetto dovrebbe partire alle 9 e quindi dovrò essere la molto prima per avere il tempo di comprare i biglietti e valutare se imbarcare l’auto o lasciarlo al parcheggio settimanale lì vicino.

Attorno alle 10:00 arriva la comunicazione definitiva che il traghetto non partirà fino a data da definire. Così a malincuore decido di tornare a casa. Sono così dispiaciuto di non essere andato a Ventotene per capodanno che decido di fare tutta una tirata fino a casa, fermandomi solo per fare rifornimento.

 

Potete seguire Marco sul suo giovane blog Friend of road

Pensieri fra le nuvole – come ti “analizzo” il mondo aeroporto

Adoro gli aeroporti e quel loro essere sempre fuori dal mondo, una dimensione sospesa fra il di qua e il di là.

Di qua le file: del parcheggio, del check-in, la confusione delle persone che stanno qui solo per salutare chi va di là e non si sa per quale arcano motivo sono sempre dove non devono essere, ossia, in mezzo ai piedi.

Di nuovo la fila, ora è quella dei controlli, quella dove c’è sempre qualcuno che sclera perché gli fanno togliere le scarpe.

E arrivi finalmente di là, dove tutto è ovattato, avete mai fatto caso alla percezione dei suoni nella zona transito degli aeroporti, non che non ci sia confusione, tutt’altro, ma stranamente il rumore non disturba come in esterno.

Il seguito su Bea Travel Planner

Bo Kaap un quartiere a colori

Non so perché le guide si ostinino a scrivere di fare attenzione in questo quartiere, lo definiscono pericoloso, consigliano di venirci accompagnati.

Noi lo abbiamo trovato tranquillissimo!

Turisti a passeggio, bambini che giocano, donne velate con la borsa della spesa…e tutti sorridenti e gentilissimi, mah!

Questa è una delle zone residenziali più vecchie di Cape Town, le prime case risalgono alla fine del 1700.

Fondato dai primi schiavi liberi , chiamati Cape Malay (malesi del capo) in realtà queste genti provenivano da India, Madagascar, Africa, Sri Lanka e solo una piccola parte era malese, nel tempo è diventato il quartiere degli islamici della città.

Una chicca il Bo Kaap museum al numero 71 di Wale St., bell’esempio di casa e di vita di una famiglia musulmana benestante nell’Ottocento.

In resto dell’articolo lo potete trovare su Beatravelplanner

Viaggio in Irlanda….in moto! (raggiungiamo Belfast)

Siii!!!

Oggi c’è il sole, raggiungiamo Belfast velocemente e altrettanto velocemente il nostro navigatore ci conduce all’ alloggio.

Abbiamo solo mezza giornata per visitare la città e così lasciata Gajendra nel parcheggio del b&b, ci dirigiamo verso il centro città. Siamo capitati in pieno Gay Pride, un tripudio di colori! Figuratevi due appassionati di fotografia che si ritrovano in mezzo a migliaia di persone abbigliate nei modi più fantasiosi….ci divertiamo un sacco e ci dimentichiamo completamente di visitare la città.

Però non ci dimentichiamo che è stato da pochi mesi inaugurato il Titanic Belfast e così proseguiamo per il Titanic Quarter dove non riusciremo a vedere la mostra perché i biglietti per la giornata sono esauriti (ho detto che è una vacanza sfortunata) però riusciamo a fare qualche scatto davvero bello della struttura.

Il seguito del racconto e del viaggio su www.beatravelplanner.net

I muri che dividono il mondo

Lanciato in occasione dell’anniversario della caduta del muro di Berlino, Connected walls è un progetto per riflettere sugli altri muri che ancora dividono i popoli (sono ancora 41 in tutto il mondo) raccontandone due: quello che divide gli Stati Uniti dal Messico e quello tra il Marocco e l’enclave spagnola di Ceuta.

Nel corso di due mesi quattro registi locali vivono e filmano il loro lato del muro, usando il sito per superare i pregiudizi tra le comunità che il muro invece contribuisce a confermare e rinforzare. Ogni dieci giorni i registi devono realizzare e pubblicare dei brevi documentari su temi votati dagli utenti, collaborando nonostante la barriera fisica e culturale che li separa.  Fonte: Internazionale.it


 

 

Van Gogh Bicycle Path

E' stata inaugurata il mese scorso la pista ciclabile "stellata" , omaggio di un artista olandese al pittore e alla sua opera  “Starry Night”

ciclabile-stellata

Vi lasciamo alcuni link per approfondire

 

http://www.bikeitalia.it/2014/11/21/la-pista-ciclabile-stellata-in-omaggio-a-van-gogh/

http://it.ibtimes.com/articles/72597/20141114/pista-ciclabile-solare-van-gogh-illumina-eindhoven-olanda.htm

http://tg24.sky.it/tg24/mondo/photogallery/2014/11/21/pista_ciclabile_luminosa_daan_roosegaarde_heijmans.html

Dublino

Oggi dobbiamo assolutamente essere a Kilmore Quay prima delle 10,00 perchè quella è l'ora in cui partono le barche per le Saltee islands. Ma la giornata è incerta, così fra tanti ma e molti se, al porto ci arriviamo decisamente in ritardo ma con il sole che spunta a tratti. Kilmore Quay è un grazioso piccolo villaggio, con cottage dal tetto in paglia e reti di pescatori un po' ovunque.

Al porto ovviamente non c'è nessuno, siamo arrivati tardi…però c'è un bel cartello con gli orari delle uscite per le Saltee.

Scopriamo così che anche se abbiamo perso la prima, abbiamo la possibilità di prendere la barca che parte alle 12,00 e ci mettiamo ad aspettare, prima o poi qualcuno arriverà! Intanto facciamo un giro per il villaggio a scattare qualche foto

Kilmore Quay - tettiKilmore Quay - porteKilmore Quay - finestre

Dopo circa mezz’ora, finalmente arriva un signore: no, oggi niente barche per Saltee, c’è mare non si esce….ma, scusi, c’è il sole….è lo stesso, fuori c’è vento e il mare e mosso. E così con la codina fra le “ruote” la nostra Gajendra se ne va da Kilmore Quay.

Cosa facciamo? Un’occhiata veloce alla guida e decidiamo di andare a vedere il faro di Hook Head. Arriviamo al faro giusto per il pranzo, intanto la pioggia è tornata e ci rifugiamo all’ interno per un paio di seafood chowder, mmmh….che buone! Quando usciamo la situazione è peggiorata, le nuvole sono basse e non si vede nemmeno il mare, decidiamo di tornare al b&b , avremo un oretta di strada da fare, meglio proprio rientrare. Questa è una di quelle giornate dove la doccia calda è un balsamo. Usciamo a piedi  e ci facciamo una bella camminata sulla Cork road, cercando un ristorante. Lo troviamo dopo 3 km dove la Cork road diventa Manor street, si chiama The Manor bar and grill, è un locale davvero sciccoso, anche se chi lo ha arredato non aveva le idee ben chiare su li abbinamenti…..ci accoglie la proprietaria (forse è lei l’arredatrice) in abbigliamento pioniere vecchio west, non ha esattamente l’aspetto raffinato che ci si aspetta dal posto me è molto gentile. La cena deliziosa è presentata davvero bene, alla fine il rapporto qualità/prezzo secondo noi è ottimo.

2 agosto – Dublino

 

 

Wax museum 

Il resto del racconto e altre tappe dell'Irlanda corredante di molte fotografie li trovate sul sito www.beatravelplanner.net