Prossima fermata: TRIESTE MITTELEUROPA

Ognuno di noi ha delle città che porta nel cuore. Devo dire che le mie città e luoghi del cuore sono molteplici.

Ma un posto particolare, da sempre, è occupato da Trieste. Forse proprio per quell’aria mitteleuropea, quell’atmosfera che solo le città di confine riescono a trasmettermi.

Del Castello di Duino, alle porte della città, ho già parlato.

Nella mia “top ten triestina” rientra il  Castello di Miramare

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con la sua Storia e le sue leggende: il fantasma del Principe Massimiliano che ancora vaga nel Parco del Castello o quella della maledizione di Carlotta, moglie di Massimiliano, per cui “chiunque abiterà sotto questo tetto muoia come il mio consorte: lontano dalla patria, lontano dagli affetti, di violenta morte, in peccato mortale”.

Leggende suggestive e maledizioni a parte, dal Castello si goda una vista magnifica su tutto il Golfo di Trieste, le sue stanze sono riccamente e finemente decorata ed arredate. E il tramonto da qui è davvero stupefacente

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Tutti conoscono una delle Piazze più belle d’Italia: Piazza Unità d’Italia, che è un po’ il simbolo di questa città

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Unica la statua a ricordo dei Bersaglieri giunti in città, il 3 novembre  1918 alla fine della Grande Guerraimage

Come unica è quella delle “Ragazze di Trieste” che raffigura due donne, sedute sul muro, intente a cucire il Tricoloreimage

Ma un luogo che secondo me dovrebbe essere tappa d’obbligo, è la Risiera di San Sabba, dal 1965 Monumento Nazionale – aperta tutti i giorni dalle ore 9,00 alle ore 19,00.

Durante l’occupazione nazista, fu l’unico campo di sterminio in territorio italiano. La visita a questo Monumento e al suo Museo interattivo lasciano il segno.

Almeno una volta l’anno faccio una visita ed ogni qualvolta ne ho la possibilità porto anche i nostri amici che vengono da fuori Regione. Credo sia importantissimo tenere memoria e conoscere cosa qui successe in quegli anni.

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Resti del forno crematorio

Se volete preparavi alla visita io consiglio la visione di questo video.

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Celle

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Un’altra tappa d’obbligo, per conoscere o approfondire la Storia di questa terra, è la Foiba di Basovizza, anch’esso Monumento Nazionale.  E’ posto all’aperto e quindi, per la sua visita, non c’è alcuna limitazione di orari. Consiglio però di farla coincidere con l’apertura del Centro di Documentazione, con ingresso gratuito: marzo/giugno tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00, luglio/febbraio tutti i giorni tranne il mercoledì dalle ore 10.00 alle 14.00.image

Le foibe sono delle cavità rocciose a forma di imbuto rovesciato che possono raggiungere una profondità di 200 metri.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale migliaia di italiani, che si opponevano all’espansione del regime comunista jugoslavo, furono “infoibati” e cioè gettati, spesso ancora vivi, all’interno di queste cavità. Una parte di Storia ancora poco conosciuta e che ancora oggi è oggetto di accese discussioni.

Ma la Trieste che io ho nel cuore è anche un’altra: è quella città che è crogiolo di religioni, essenza stessa di Trieste.

Merita, in questo senso, una visita la Chiesa Serbo ortodossa di San Spiridione, fulcro della Comunità serbo ortodossa della città.

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Interni della Chiesa serbo ortodossa di S.Spiridione

Nata sulle fondamenta di una Chiesa ortodossa, fu completamente edificata intorno al 1868. Può ospitare al suo interno fino a 1600 persone.

La sua architettura è in stile “orientale”, con la pianta a croce greca e cinque cupole dal caratteristico colore azzurro

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Un altro edificio simbolo della multireligiosità di Trieste è la Sinagoga in Via San Francesco, che merita senz’altro una visita. E’aperta al pubblico ed è possibile, al costo di € 3,50, partecipare ad una visita guidata, tutte le domeniche alle ore 10.00-11.00-12.00. La visita dura circa 45 minuti.

C’è anche una Trieste “mangereccia”. I posti che io preferisco sono essenzialmente due.

Il Primo si trova nella zona di Cavana: SaluMare, il laboratorio del pesce. Se siete amanti dei piatti di mare, non può mancare una fermata in questo luogo caratteristico.

Il secondo è per gli amanti – soprattutto – della carne: da Pepi. Non deve assolutamente mancare una tappa: cibo tipicamente austroungarico, un tuffo nel passato…culinario. E se siete di fretta niente paura: un panino di porzina con kren vi darà la carica per continuare la visita di questa magnifica città!

 

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