GHETTO EBRAICO DI VENEZIA

Pur vivendo a meno di un’ora da una delle città più belle e speciali del mondo, non solo ci veniamo di rado ma ogni volta facciamo il solito giretto: piazza San Marco, ponte di Rialto, riempiendoci gli occhi di tanta bellezza.

Ma questa volta avevamo pensato a qualcosa di diverso e ci siamo fermati a dormire una notte per scoprire com’è Venezia quando la maggior parte dei turisti se ne va e lascia le sue calli e i suoi campielli vuoti.

La scelta è ricaduta sul B&B BARABABAO: posizione strategica – a tre minuti dal ponte di Rialto e a cinque minuti da piazza San Marco, ma allo stesso tempo fuori dalla confusione e a due passi dalla zona di Canareggio.

Questa volta concentriamo la visita nel “Ghetto ebraico”, che venne creato dalla Repubblica di Venezia il 29 marzo 1516 – quest’anno si celebra il cinquecentenario -: venne stabilito che tutti gli ebrei della città vivessero in un’unica zona di Venezia e che qui concentrassero i loro affari – il termine ghetto nasce proprio qui dalla storpiature della parole “geti” che in veneziano indicava l’area dove si trovavano le fonderie e dove furono mandati a vivere gli ebrei della città.

Fu il primo ghetto d’Europa.

Quando vennero promulgate le leggi razziali nel 1938 anche gli ebrei del ghetto di Venezia videro venir meno i loro diritti civili e durante le persecuzioni nazifasciste delle 246 persone deportate nei campi di sterminio, solo 8 fecero ritorno.

Ai giorni nostri in questa zona di Venezia l’atmosfera è molto più rilassata e si respira ancora un forte senso di appartenenza da parte della seppur scarna comunità ebraica che qui ancora risiede.

Passeggiando nelle calli e nei vicoli si scorgono negozi kosher, laboratori artigianali, ristoranti con cucina tipica ebraica – a tal proposito consiglio una sosta al ristorante “Gam Gam” in Cannaregio 1122 dove si possono assaggiare le prelibatezze della cucina ebraica -.

Altra tappa immancabile – oltre al girovagare senza meta nel quartiere – è il Museo Ebraico , dove potrete ammirare oggetti pregiati donati da privati che vi faranno entrare nella tradizione e nella cultura ebraica oltre che manoscritti antichi. Il Museo, inoltre,  ha una sezione didattica organizzata con filmati, immagini ed oggetti che spiegano la vita degli ebrei veneziani.

Sempre presso il Museo è possibile prenotare la visita guidata delle Sinagoghe (prezzo Euro 10,00 che comprende anche la visita del Museo): ogni ora a partire dalle 10.30 – ultima visita guidata, dal 1° giugno al 30 settembre alle ore 17.30; dal 1° ottobre al 31 maggio alle ore 16.30. –  partono le visite con una guida alle tre Sinagoghe ancora visitabili.

Per me è stata una bellissima esperienza – oltre che molto interessante -: ero riuscita ad entrare in una Moschea, in templi buddisti ed in alcuni induisti, ma l’interno di una Sinagoga era per me un mistero!

Sono rimasta stupita ed estesiata!

La bellezza degli interni – soprattutto di quella che ancora oggi viene usata per le funzioni religiose – e la somiglianza per certi versi con l’impostazione liturgica delle nostre Chiese cattoliche, mi ha molto colpito.

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Al centro della Sinagoga sono custoditi i rotoli della Torah avvolti in una stoffa pregiata. Durante le funzioni vengono letti  mediante l’uso di un bastone,  in quanto è proibito toccare le Sue pagine a mani nude.

Quando non ci sono funzioni i rotoli vengono “nascosti” da un drappo di stoffa con incisioni in ebraico – nella foto sopra l’armadio che contiene la Torah è scoperto ed aperto in quanto non contiene alcun rotolo -.

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Gli interni sono finemente decorati e la mia attenzione è stata attirata soprattutto dalla maestosità dei lampadari

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Non vi resta che partire per la “città più bella del mondo” e magari dare un’occhiata a questi luoghi che ho brevemente descritto, pregni di Storia.Per vedere una parte di Venezia (forse) meno conosciuta. Per immergersi nella cultura, nelle tradizioni e, perché no, anche nella cucina ebraica.

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